PARMA. Restano 90’ tra il Napoli e lo scudetto, con la testa che scoppia assieme al cuore, perché le due partite, quella di Parma di Conte e dei suoi, quella dell’Inter con la Lazio, rimanda all’ultima: non è finita finché non è finita, però il Napoli ha le mani sullo scudetto, al termine di una gara da pathos, interminabile, emotivamente «insopportabile», con tre pali e tante imprecazioni. Il Napoli ha sprecato un tempo, ha provato, ha sofferto assai quando (30’) ha visto partire il missile terra-aria di Sohm che un prodigioso Meret ha spedito in curva, ha imprecato per un palo clamoroso di Anguissa (34’) dopo sombrero e volée.
(afp)
Ma il Parma non si è mai impaurito, ha controllato, anzi ha cancellato Lukaku dal campo con uno splendido Leoni, ha chiuso le corsie esterne, ha accettato il confronto alla pari, evitando di indietreggiare e certo consapevole della forza dell’avversaria, che però non si è vista. Perché il Napoli è rimasto a lungo imbottigliato dalle sue paure, le ha espresse con un palleggio abbastanza pavido, mai una verticalità - mancando gli spazi - o uno spunto: e quindi, è diventata una partita da affrontare a cuore aperto ma con la faccia bianca, soprattutto nella ripresa, quando Conte ha scoperto nell’intervallo che l’Inter era scappata via.












