La convocazione è negli uffici di piazza del Tribunale, a Pavia, per martedì 20 maggio.

Alle ore 14 Andrea Sempio varcherà l'ingresso della Procura accompagnato dai suoi avvocati, Angela Taccia e Massimo Lovati, per essere interrogato dai magistrati che, dopo due inchieste e altrettante archiviazioni, lo hanno indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Si ripartirà dagli elementi già acquisiti sul delitto di Garlasco in 18 anni di indagini, dalle tracce di Dna sotto le unghie della vittima, alle tre telefonate, tutte brevissime, alla sua abitazione nei giorni in cui era sola a casa. Senza dimenticare il biglietto del parcheggio trovato una settimana dopo l'omicidio della 26enne ma consegnato agli inquirenti soltanto l'anno successivo.

"Anomalie" già emerse in passato a cui potrebbero ora aggiungersi nuovi elementi. "Stiamo affilando le armi che ci offre il codice di procedura penale - si limita a dire l'avvocato Lovati - Questo interrogatorio, prodromico a una richiesta di rinvio a giudizio, si scontra con l'incidente probatorio dove si vuole acquisire una prova per il dibattimento".

Le schermaglie difensive sono appena iniziate, ma un interrogatorio a poche ore di distanza dall'udienza che ha esteso le analisi genetiche potrebbe lasciare intendere che gli inquirenti hanno un asso nella manica. Una intercettazione, forse, oppure un dettaglio da analizzare sotto una nuova luce.