Quanto ci vuole a diventare Charlotte e non la figlia di Jane Birkin e Serge Gainsbourg ossia due miti assoluti degli anni '70? A 53 anni, l'unica figlia della coppia di Je t'aime moi non plus, afferma di aver imparato "solo di recente a essere se stessa, piuttosto che la figlia dei miei genitori.

Ed è più forte di quanto si pensi 'diventare' attrice e fare del cinema la mia professione".

Ne parla con timidezza come è nel suo carattere, ma anche ritrovando un sorriso raro al festival di Cannes, protagonista oggi di uno degli incontri di Women in action. Fece emozione sulla Croisette nel 2021 la sua lettera d'amore alla mamma Jane by Charlotte, il documentario che aveva realizzato filmando la madre in tutto il mondo cercando quella confidenza e quelle memorie che mai aveva avuto prima: loro due sul red carpet, Jane già malata, radiose, felici insieme finalmente riunite.

"Quel film resta ora una grande incredibile testimonianza anche se è stato dura girarlo, lei era malata, a volte la detestavo, volevo fosse un viaggio professionale ma il personale tornava sempre fuori e poi però ho detestato finirlo", dice sottolineando che il lutto per la morte della madre ha portato ad una sua reazione come attrice. "Dopo la sua morte ho cominciato a prendere in esame ruoli più leggeri, ho scelto di cambiare, virare in commedia, sentivo il bisogno di essere così e sperimentare un altro ritmo, trovare altri toni".