Inicaraguensi che decideranno di acquisire una seconda cittadinanza straniera perderanno la loro nazionalità originaria.
Lo stabilisce una riforma costituzionale approvata durante una sessione straordinaria dell'Assemblea nazionale (il parlamento) che modifica gli articoli 23 e 25 della Carta.
La modifica proposta d'urgenza dalla coppia di co-presidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo è stata approvata per alzata di mano dai 91 deputati che compongono il parlamento del Paese, controllato dal partito sandinista ed espressione dei capi dello Stato. Per entrare in vigore la nuova norma dovrà essere ratificata dal parlamento nel corso della prossima legislatura, a seguito delle elezioni previste il prossimo anno.
A margine della votazione - nel giorno del 130° anniversario della nascita dell'eroe nicaraguense Augusto Sandino (1895-1934) - Ortega e Murillo hanno evidenziato che "la nazionalità è un sacro patto di lealtà. Chiunque acquisisca un'altra nazionalità e giuri fedeltà a uno Stato straniero infrange un vincolo legale e morale". "Chiunque scelga un'altra bandiera rinuncia volontariamente al proprio posto nella patria di Sandino, una, indivisibile e rivoluzionaria", hanno concluso.
Dopo anni di una violenta e sanguinosa ondata repressiva contro oppositori, partiti, sindacati, giornalisti e chiesa cattolica all'inizio dell'anno il parlamento aveva approvato i la riforma costituzionale che concentra nelle mani del presidente Daniel Ortega, in qualità di "coordinatore", l'esercizio dei poteri legislativo, giudiziario ed elettorale.






