Confidenzialmente possiamo tranquillamente definirlo PZero 5, o ancora più sinteticamente PZ5. È la quinta serie del pneumatico con cui Pirelli nel 1985 ha aperto il filone degli Uhp, ovvero ultra-high performance, destinati alle auto più prestazionali e di altissima gamma con realizzazioni sartoriali per ogni modello, arrivando sinora a equipaggiarli in più del 50% dei casi. Una percentuale che la nuova generazione intende oltrepassare con un denso concentrato di innovazioni frutto tanto delle esperienze accumulate nel tempo nel motorsport in cui oggi è presente in ben trecentocinquanta campionati, dai rally alle gare in pista nonché alle due ruote e ai trofei monomarca sino alla Formula 1. Ma la storia non finisce qui, perché la tenacia con cui Pirelli è presente nelle gare (anche da ben prima del 1985) che considera il laboratorio a cielo aperto della R&D proietterà nel 2027 la P Lunga anche nel mondiale Moto GP come annunciato alla festa di compleanno e battesimo di PZero, che si è svolta tra l’headquarter della Pirelli e quell’indiscusso tempio della velocità che è l’autodromo di Monza.
Pirelli PZero, a quarant’anni si reinventa nuovamente sfruttando ancora più Ai e virtualizzazione






