«Per la prima volta l'Italia ha superato la Francia e siamo secondi solo alla Spagna. Aumentano i turisti stranieri, cresce il tempo di permanenza nelle strutture, sale la spesa complessiva, siamo sempre più attrattivi per alcuni mercati come gli Stati Uniti e attraiamo nuovi flussi europei, Polonia e Repubblica Ceca su tutti. Il merito di tutto ciò va agli imprenditori e ai lavoratori del turismo, che ogni giorno ci aiutano a diversificare l'offerta e a garantire servizi di qualità, contribuendo a rendere l'Italia una destinazione turistica sempre più amata e sempre più ricercata. Era questo l’obiettivo che ci eravamo posti all'inizio del nostro mandato e che continueremo a perseguire» ha rivendicato oggi la premier Meloni.
Come se salire sul podio del turismo potesse valere come una sorta di rivincita contro la Francia dopo l’ennesima crepa aperta dalla premier Giorgia Meloni nel con il fronte dei Volenterosi - assente a Tirana al vertice sull’Ucraina tra Francia, Regno Unito, Germania e Polonia. L’immagine è sovrapponibile a quella scattata una settimana fa a Kiev,
Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer e Donald Tusk stretti accanto a Volodymyr Zelensky al telefono con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’Europa e gli Usa che cercano di mantenere viva la ritrovata unità per definire una strategia comune nei confronti della Russia. Ma con due differenze di contesto importanti. Quella telefonata di gruppo nella capitale ucraina era servita per lanciare un ultimatum, rivelatosi poi inutile, a Vladimir Putin, mentre in quella di ieri i leader si sono impegnati per superare il flop dei colloqui di Istanbul.









