DOHA - Ogni volta che l’Air Force One di Trump planava nei tre Paesi del Golfo che ha visitato nei passati tre giorni, si sono levati in volo F15 rispettivamente sauditi, qatarini, emiratini (acquistati dagli americani) per scortare l’aereo del presidente americano in fase di atterraggio. Immagine plastica di un’alleanza che consiste non solo nel fare affari (inclusa la vendita di caccia, missili e droni) ma anche in una partnership fondamentale per la sicurezza. «Il rapporto con il Qatar è forte come non lo è mai stato, vi proteggeremo» ha assicurato Trump ieri nel suo discorso finale nella base di Al Udeid, costruita nel 1996 sperando proprio di attirare gli Stati Uniti e negli anni duemila diventata sede del Central Command americano.