«Se Marvel fosse un corpo, film e cartoni animati sarebbero le braccia: i fumetti, invece, il cuore»: così C. B. Cebulski, redattore capo di Marvel, sei anni fa su Robinson. Intendeva dire che tutto parte da lì, dalle storie disegnate. E dopo, solo dopo, queste arrivano al cinema, alle serie, ai videogiochi, ai giocattoli.

Quindi un supereroe o un gruppo di supereroi, tanto più se diventati icone dell’immaginario, può essere oggetto di variazioni infinite. Per esempio: un buono può diventare cattivo? Forse sì. E l’alter-ego (ovvero l’umano sotto la maschera) può essere qualcun altro? La risposta è ancora sì: se l’idea ha la possibilità di essere sviluppata bene, tutto si può fare.

La nuova collana di Repubblica dedicata ai Super Eroi Marvel racconta questa trasformazione. Si comincia con Io sono Spider-Man. Spider-Verse (in edicola con il nostro giornale a 8,90 oltre il prezzo del quotidiano) dedicando tre volumi a ogni personaggio o gruppo di personaggi. Il primo albo sorprende con un fumetto straordinario. Ricordate Homer Simpson che canta “Spider Pork?”. Bene. La versione da supereroe-maiale di Spider-Man esiste veramente. E in questo fumetto, scritto da J. Michael Straczynski nel 2007, il maiale con la tuta da supereroe entra in crisi “schiacciato dal tedio esistenziale”. Perché? Perché ha finito le idee, cioè non ha più balloon dei pensieri, quelli che un tempo erano legati ai personaggi con le bollicine che arrivavano dalla testa alle nuvolette. Con il tempo sono diventati didascalie che vagano nelle vignette. Ed è fantasticamente surreale la scena in cui lo vediamo raccogliere tra le braccia tutte le didascalie che ha intorno per gettarle via. Ma non è finita qui: poche pagine dopo eccolo ancora protagonista di una parodia di Apocalypse Now.