ROMA. Il procuratore della Cpi Karim Khan ha chiesto alle autorità libiche di arrestare il generale Njeem Osama Elmasry, conosciuto come Al-Masri, e di consegnarlo alla Corte «affinché possa essere processato per i crimini che presumibilmente ha commesso». «Abbiamo emesso un mandato di arresto per lui ma è fuggito ed è tornato in Libia passando per l'Italia», ha detto Khan in un briefing al Consiglio di sicurezza Onu, citato in grande evidenza dai media libici.
Intanto, il convoglio con circa 100 cittadini italiani e 17 spagnoli bloccati dagli scontri delle ultime ore a Tripoli è arrivato all'aeroporto di Misurata, a est della capitale libica, da dove partirà per Roma con un volo civile. Lo fa sapere la Farnesina con una nota spiegando che gli italiani sono arrivati a Misurata con l'assistenza e l'organizzazione dell'ambasciata d'Italia, del personale dei Carabinieri e della presidenza del Consiglio.
«Sono scoppiati scontri molto pesanti, siamo chiusi nella nostra sede, monitoriamo gli sviluppi attraverso i nostri contatti esterni». Questa la testimonianza ieri a Tg2 Italia Europa dell'ambasciatore italiano in Libia Gianluca Alberini sull'escalation a Tripoli. «Gli scontri non sono diretti contro gli stranieri, né tantomeno contro ambasciate o hotel, sono scontri tra formazioni». «C'è - aveva precisato - un'operazione guidata dal governo contro la Forza speciale di deterrenza. Stanotte non abbiamo dormito, ci sono stati scontri che continuano tuttora». «Ovviamente bisogna prestare attenzione, abbiamo raccomandato ai connazionali di restare in hotel, di stare al riparo, lontani dalle finestre, in attesa degli sviluppi che auspichiamo positivi, ma non possiamo fare previsioni».










