Un recente messaggio di Mattarella ha richiamato l’attenzione sul tema delle retribuzioni che faticano a tenere il passo col costo della vita. Nei settori manifatturieri la competitività del paese è robusta ma ancora troppo dipendente da un costo del lavoro inferiore a quello dei nostri principali concorrenti europei, mentre in ampi settori dei servizi meno esposti alla concorrenza internazionale (dalla ristorazione al commercio, ai servizi alla persona) permangono ampie aree di lavoro scarsamente retribuito, se non di «lavoro povero» al netto dell’inflazione e delle tasse.

Le statistiche sulle retribuzioni del lavoro dipendente segnalano distanze dalle medie europee difficilmente giustificabili a parità di microsettori e di qualifiche lavorative.

Per fare un esempio, gli stipendi degli infermieri ospedalieri italiani previsti dai contratti collettivi nazionali del lavoro sono mediamente del 25% inferiori rispetto a quelli francesi e quasi del 50% inferiori a quelli tedeschi.

Allargando lo...