La decisione della conferenza dei capigruppo del Senato di portare in aula l'11 giugno la riforma della separazione delle carriere, "anche senza che si sia concluso l'iter in Commissione" è una scelta che suscita "profonda preoccupazione per una forzatura che comprime il dibattito e la discussione su una riforma che cambierebbe il volto della nostra Costituzione".
È quanto afferma l'Anm, sottolineando che "ridurre il confronto parlamentare significa anche ridurre gli spazi di discussione pubblica, che invece sono necessari in un Paese democratico".
“Il nostro sistema giudiziario - aggiunge - ha dimostrato più volte la sua efficacia nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione. E modificarlo in questo modo significa mettere a repentaglio i diritti di tutti i cittadini italiani"






