Armani, Dior, Alviero Martini, e adesso le borse di pelle di Valentino: oggi ad essere messa per un anno in amministrazione giudiziaria dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano, con la nomina di un professionista incaricato di aiutare gli organi societari a bonificare la filiera di subappalti in opifici cinesi al cui termine la Procura ha rilevato lo sfruttamento dei lavoratori, è la la «Valentino Bags Lab srl», azienda di borse in pelle e articoli da viaggio controllata dalla «Valentino spa», cioè dalla casa di moda da oltre 1 miliardo e mezzo di fatturato nel mondo fondata nel 1960 dallo stilista Valentino Garavani e dal 2012 appartenente a un fondo della famiglia reale del Qatar, «Mayhoola for Investments».
«Agevola il caporalato degli opifici cinesi», il Tribunale di Milano mette sotto tutela la società di Valentino che fa le borse
Amministrazione giudiziaria per la «Valentino Bags Lab srl» controllata dal brand di lusso. Il titolare asiatico di uno dei subappalti: «L’azienda non autorizza, ma lo sa e chiude un occhio»







