Che il Myanmar o il sud-est asiatico in generale fosse il laboratorio delle più sofisticate, infami e efficaci truffe, è noto da tempo. Palazzoni che dovevano essere casinò e che sono stati riadattati a complessi per perpetrare truffe, sono stati palcoscenici macabri di sfruttamento, traffico umano e schiavitù, almeno dall'inizio della pandemia. Da queste strutture, sono stati ottenuti miliardi di dollari attraverso truffe come la «macellazione dei maiali», al money muling, le truffe romantiche o investimenti truffaldini. Una complessa organizzazione che vede al loro interno, vittime e carnefici, ma anche il ruolo del Karen National Army (KNA), che il Dipartimento del Tesoro statunitense definisce «un gruppo di milizie birmane, come organizzazione criminale transnazionale» e che ha sanzionato, insieme ai suoi leader Saw Chit Thu e ai suoi due figli, Saw Htoo Eh Moo e Saw Chit Chit, «per il loro ruolo nel facilitare truffe informatiche ai danni di cittadini statunitensi, tratta di esseri umani e contrabbando transfrontaliero».