Nel 2024 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 39,2 miliardi di euro e ha messo a rischio 276mila posti di lavoro regolari, in leggera crescita rispetto all’anno precedente. Si pensi l’abusivismo commerciale è costato 10,3 miliardi, quello nella ristorazione 7,4 miliardi e nella contraffazione 5,1 miliardi. In generale il 30% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2024.
Sono i numeri messi in fila dall’indagine di Confcommercio diffusa in occasione della giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, giunto alla dodicesima edizione.
Sangalli: «I reati una zavorra per la crescita»
«I reati sono anche un costo irragionevole per la nostra economia e una zavorra alla sua potenzialità di crescita» ha commentato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. «Il 60,1% delle nostre imprese - aggiunge - si ritiene penalizzato dall’abusivismo e dalla contrafazione. La consapevolezza è il primo passo per il cambiamento, in tema di legalità e di sicurezza. Riteniamo poi di grande importanza anche il sostegno alle imprese nei maggiori investimenti che stanno affrontando per prevenire i rischi, dotandosi, ad esempio, di sistemi di video sorveglianza».
