di Luca Bassanese*

Qualcuno un giorno scrisse “ne hanno fatto un monumento per dimenticare un po’ più in fretta”. Ecco, questo è ciò che si spera non accada per una figura così importante come Gino Strada.

Forse è per tale motivo che il web si sta movimentando dal basso, non solo per via del profondo dolore legato all’improvvisa scomparsa, ma soprattutto in un momento in cui la situazione nelle zone dove Strada ha dedicato gran parte della sua vita è precipitata e riempie il cuore di paura e sgomento. Purtroppo non è abitudine di questo nostro Paese mantenere la memoria e forse non aiuta nemmeno un’epoca in cui questa società liquida dissolve e fagocita tutto e tutti restituendo spesso il nulla tra le mani delle future generazioni.

Un gruppo di liberi cittadini sta chiedendo il Nobel postumo a Gino Strada, specificando che qualora avvenisse sarebbe un fatto ancor più eccezionale e credo che anche questo significhi impegnarsi per mantenere la memoria, forse la cosa più importante che oggi si possa fare, l’unica vera rivoluzione. Perché solamente attraverso l’educazione di un nuovo mondo possibile possiamo sperare e proiettarci in esso. Ma se continuiamo sempre a rincorrere le miserie e le tragedie quotidiane rischiamo di non avere più il tempo per la riflessione.