Occhio ai gufi. E’ una vigilia piena di domande pericolose e scaramantiche. Fatte sottovoce incrociando le dita. La domanda più banale è: ma davvero il Napoli ha già vinto lo scudetto?

La seconda, che non fa dormire i tifosi nerazzurri, è altrettanto incombente: ma la stagione dell’Inter, se domani a San Siro non ce la fa col Barcellona, è da buttar via, oppure va comunque applaudita per essere rimasta fino all’ultimo in corsa su tre fronti?

Siamo alla stretta finale, e inevitabilmente, come prima di un appuntamento elettorale, si fanno sondaggi e i primi commenti che poi - come è già accaduto in passato - rischiano di essere rovesciati da clamorosi ribaltoni. Sul Napoli, per quanto alcuni incauti lo diano già in trionfo, è meglio essere un tantino prudenti. Vero che l’aver superato il Lecce (0-1) equivale a un grande balzo in avanti perchè vuol dire tre punti in più e una partita in meno. E con un calendario (Genoa, Parma e Cagliari) molto più in discesa di quello interista.

Ma il calcio non è una scienza esatta. Ormai si dovrebbe saperlo senza, ogni volta, ricordare vecchi episodi che hanno fatto la storia di questo sport. Calma e gesso, diceva Giovanni Trapattoni, uno che di scudetti ne ha vinti un sacco e una sporta