«Le prospettive per l’attività dell’area dell’euro si sono deteriorate a causa delle crescenti tensioni commerciali. È probabile che la maggiore incertezza riduca la fiducia di famiglie e imprese e che la risposta avversa e volatile dei mercati alle tensioni commerciali determini un inasprimento delle condizioni di finanziamento». È quanto si legge nel bollettino economico pubblicato oggi dalla Bce in cui “si stima che tali fattori gravino sull’attività dell’area dell’euro nel secondo trimestre del 2025”.
Al tempo stesso, l’economia dell’area dell’euro “ha comunque acquisito una certa capacità di tenuta a fronte degli shock mondiali. La crescita nel medio periodo dovrebbe essere sostenuta da un mercato del lavoro solido, da redditi reali più elevati e da un credito gradualmente più conveniente, che dovrebbe favorire i consumi. Inoltre, le importanti iniziative politiche adottate a livello nazionale e dell’Ue al fine di incrementare la spesa per la difesa e gli investimenti in infrastrutture dovrebbero sostenere l’attività manifatturiera, come emerso anche dalle recenti indagini”.
Processo di disinflazione prosegue, verso ritorno durevole a target
Il processo di disinflazione sta proseguendo il suo percorso. È quanto si legge nel bollettino economico Bce in cui si sottolinea come l’inflazione complessiva nell’eurozona è diminuita al 2,2% a marzo dal 2,3% di febbraio. “Il calo è stato principalmente determinato dalla flessione dei prezzi dell’energia e dall’ulteriore rallentamento dell’inflazione dei servizi, diminuita in misura netta negli ultimi mesi. La maggior parte delle misure dell’inflazione di fondo segnala un ritorno durevole dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine perseguito dalla Bce”.
