di Carmelo Sant’angelo

Le ronde padane, la caccia al migrante, le spedizioni punitive nei campi rom, le aggressioni agli omosessuali, le bravate squadriste ai danni dei clochards sono solo porzioni di ghiaccio, che cascando dai fianchi dell’iceberg, sollevano la “marea nera”.

Non si tratta di “nostalgie” di patetici irriducibili né di squallido “folclore”, ma sotto i nostri occhi ribolle una mistura di sgradevoli miasmi antidemocratici, che serpeggiano nella nostra società. Una mefistofelica brodaglia composta da diversi ingredienti. L’elemento base è la “lunga crisi economica” ed i suoi cascami: aumento della disoccupazione; precarizzazione dei rapporti di lavoro; diminuzione del potere d’acquisto ecc.

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Scenario determinato dalle ricette sbagliate dei tecnocrati di Bruxelles (vedi la lettera di Draghi e Trichet); dall’endemica e diffusa corruzione del Belpaese e dall’assenza di meritocrazia. Ciò ha prodotto una società frustrata e colma di rancore che, non sfociando in un duro conflitto sociale, spinge i singoli a cercare facili capri espiatori. Dalla denuncia dell’”invasione” dei migranti, radicalizzata nella malsana idea di una programmata “sostituzione etnica”, fino all’evocazione del “prima gli Italiani” anche per la gestione delle briciole del welfare amministrato dagli enti locali.