Bologna, 16 agosto 2021 - Quattro ore in ostaggio su un treno regionale Ancona-Piacenza con le porte bloccate, i finestrini chiusi e l'aria condizionata guasta. Una vera Odissea quella che la sottoscritta ha vissuto sabato pomeriggio insieme ad altri 700 passeggeri di cui molti marchigiani quasi tutti pronti a partire per le vacanze.

A Ozzano il treno si arresta. "Cosa succede?" domanda qualcuno, "Perchè ci siamo fermati?". E' una giornata caldissima, da bollino rosso, le temperature fuori sfiorano i 40 gradi ma sul treno per fortuna c'è l'aria condizionata accesa. Anzi c'era. Perchè quando il treno si ferma non funziona più e non passa molto tempo che l'aria inizia a scaldarsi e a consumarsi.

Qualcuno inizia ad abbassare la mascherina per respirare meglio. Il treno è pieno. Passano tre quarti d'ora e da Trenitalia ancora nessuna comunicazione. L'aria ormai è calda e molto consumata, i ragazzi iniziano a togliersi le magliette, quasi nessuno indossa più la mascherina. A bordo crescono nervosismo e impazienza.

Intanto dal web (a bordo nessuna comunicazione) apprendo che il guasto è dovuto a un incendio, divampato nel pomeriggio fra Ozzano Emilia e Castel San Pietro proprio nei pressi della ferrovia. Intorno alle 19 dopo quasi due ore hanno richiuso e bloccato le porte. L'aria a bordo è ormai irrespirabile, le persone grondano sudore, c'è puzza e un caldo infernale. Crescono i casi di malore, ci si sente come topi in gabbia tra lamiere roventi.