Poche parole, un augurio di Buona Pasqua da papa Francesco, arrivato in sedia a rotelle nella Loggia delle Benedizioni alle 12 per il messaggio Urbi et Orbi, dopo aver ricevuto il vice presidente JD Vance. E al termine della benedizione sulla Papa mobile attraversa la piazza tra i fedeli arrivati a toccare le 50mila presenze. E si ferma a benedire un bambino malato e un neonato.

Il messaggio Lo legge il maestro delle cerimonie, ma le parole sono tutte sue. E parte dai conflitti per in messaggio di pace in Medio Oriente, ma anche per l’Ucraina e gli alti conflitti, spesso dimenticati. «Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero. Sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria. Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!». E sul tema immigrazione ha aggiunto: «Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo! Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!».