«Mentre giravo con la mia famiglia per Roma ho visto che è stata costruita da persone che amano gli esseri umani e Dio». Il paesaggio che si è offerto a JD Vance, appena sbarcato a Ciampino, dal finestrino oscurato dell’auto che lo ha portato nel centro della capitale già rimandava il senso della sua visita, tra la politica degli esseri umani e le celebrazioni religiose. La second family è scesa dalla scaletta dell’Air Force Two di primo mattino venerdì 18 aprile, in tenuta da vacanza nonostante il tempo non del tutto primaverile: calzoncini e maglietta a maniche corte per i bambini, Ewan e Vivek di 7 e 4 anni, un vestitino a fiori per la piccola Mirabel, 3 anni, in braccio a papà - solo lui in un formale abito blu -, e la mamma Usha in gonna lunga e giacca total white. Una visita italiana che si conclude nella domenica di Pasqua dopo che il giorno precedente Vance aveva incontrato il cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin. Non ha visto invece Papa Francesco: l’incontro non era mai stato ufficialmente annunciato né dalla Casa Bianca né dalla Santa Sede. Ma fino all’ultimo era trapelata l’indiscrezione di un possibile saluto con il Pontefice, che poi non si è realizzato.
Politica, fede e turismo. La Pasqua romana di JD Vance. Ma sfuma l’incontro con il Papa
Dopo l’incontro in Vaticano con Parolin, domenica ultimo giorno della tappa romana del viaggio internazionale del vicepremier Usa
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