«Vien dietro a me, e lascia dir le genti, sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti». Per anni, durante il proliferare dei deliri woke, le persone comuni, quelle dotate di buon senso e desiderose di evitare polemiche continue, hanno dovuto porsi come Dante Alighieri nel quinto Canto del Purgatorio. Perché, persino sostenere una banalità come l’esistenza di soli due sessi, uomo e donna, poteva essere additato come un atteggiamento retrogrado, fascista e razzista. Ieri la Corte Suprema britannica ha messo la parola fine e ha stabilito un principio elementare (ma necessario da ribadire): ovvero che la definizione di una donna si basa «sul sesso biologico». Per gli ermellini d'Oltremanica un trans, anche dopo un’operazione di cambio di sesso, non può essere definito donna. Una decisione presa per dirimere un contenzioso sull'interpretazione dell’Equality Act, una legge che, quindici anni fa, ha normato la parità nell’accesso occupazionale, nonché ai servizi pubblici e privati, indipendentemente dalle caratteristiche personali di età, disabilità, orientamento sessuale, genere, etnia, religione credo personale.
La donna "è donna alla nascita". La sentenza che fa impazzire la sinistra
«Vien dietro a me, e lascia dir le genti, sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti». Per anni, dur...
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