Le richieste d’asilo saranno esaminate più velocemente. In gergo tecnico si chiamano «procedure accelerate di frontiera», non saranno più necessari tempi biblici per stabilire se un migrante ha diritto o meno di restare in Europa. Questa è una delle due novità inserite nel nuovo regolamento presentato ieri dalla Commissione Ue. L’altro aspetto, forse ancora più rilevante, è la definizione della lista dei Paesi sicuri dove si possono rimpatriare i clandestini, ovvero coloro che non hanno diritto a restare nell’Unione. Proprio su questo aspetto nei mesi scorsi era divampato lo scontro tra il governo Meloni e alcuni giudici del tribunale di Roma che non avevano convalidato il trattenimento dei migranti nel centro costruito in Albania. È indiscutibile come le nuove norme varate dall’esecutivo comunitario guidato da Ursula von der Leyen sposino appieno la linea italiana. Non a caso, la premier, prima di partire per Washington dove incontrerà Donald Trump, lo rivendica come un successo: «Accolgo con grande soddisfazione la proposta di lista Ue Paesi sicuri di origine presentata dalla Commissione europea e che ricomprende, tra gli altri, anche Bangladesh, Egitto e Tunisia».