Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Anche per quanto riguarda il cibo, la Pasqua può essere una ricorrenza indipendente, che permette di scegliere il dolce con cui celebrare il giorno di festa, svincolandosi dall’omologazione della solita colomba. Per avere alternative, basta andare nelle provincie italiane, dove di casa in casa, di borgo in borgo, si trovano infinite varianti di specialità microtipiche pasquali. Pur essendo tutti diversi tra loro, i dolci di Pasqua della tradizione italiana hanno in comune il fatto di essere stati attesi per i quaranta giorni di Quaresima, dunque sono desiderati. E per questo, ancora più deliziosi. Per gustarli bisognava aspettare la mattina di Pasqua, motivo per cui molti di essi sono pagnotte o dolci da colazione, momento simbolico di rinascita e risurrezione che chiudeva i giorni di digiuno. Accomunati dall’origine contadina, i dolci pasquali hanno in comune anche il fatto di essere a base di ingredienti semplici e domestici: uova - emblema della vita che si riproduce, fertilità, nonché della primavera – ricotta, zucchero, farina e poco altro. Se la pastiera campana, la cassata siciliana, la fugassa veneta o la scarcella pugliese, sono dolci notissimi e altrettanto amati, legati alla tavola della Pasqua, ce ne sono tantissimi altri, meno noti, che denotano creatività e dietro a ognuno di essi si gustano la storia e le tradizioni di una comunità.