Si intitola “Comuni Mortali” il settimo disco di inediti di Achille Lauro. Definire un album “quello della maturità” ormai è una formula consumata, ma non in questo caso. Sia negli arrangimenti che nei testi l’artista si dona completamente, tanto da dedicare un brano alla madre “Cristina”, quando notoriamente sulla famiglia è sempre stato schivo e riservato. Per l’occasione Achille Lauro ha presentato il nuovo progetto, in uscita il 18 aprile, con un mini live in Piazza di Spagna, nella sua Roma. L’apertura di un cerchio che lo porterà al Circo Massimo con due sold out il 29 giugno e primo luglio. Abbiamo incontrato il cantautore in un albergo a Roma in centro, prima della sua performance live.

“Io fotografo pazzo di Roma, la mia amante” – Roma è il filo conduttore di quest’album e di quello che oggi sono. È la città che mi ha cresciuto, che è stata mia amica, mia amante, mia nemica. È una città importantissima per me, che mantiene ancora la tradizione e la forza un mondo che non esiste più. Sono cresciuto tra la gente, tra il popolo, proprio in mezzo alla strada dove è nato tutto e devo tantissimo a questo perché dove esiste la realtà esistono le grandi cose. Io non faccio altro che rubare dalla realtà. Cerco di pensare alle mie musiche come fossi un fotografo/documentarista che ruba, cerca di fermare le immagini che vede, i ritratti delle persone, i ritratti delle zone, i ritratti di quello che sono i nostri sentimenti. Alla fine che cos’è una canzone? Se non un sentimento condiviso.