«Una vergogna, neanche gli animali», copyright Cecilia Strada. «È il primo campo di concentramento europeo contemporaneo», parola di Ilaria Salis. «Sadica deportazione», definizione di Riccardo Magi. Sono solo alcune delle proteste divampate a sinistra all’arrivo dei quaranta migranti, tutti clandestini, nel centro per i rimpatri (Cpr) di Gjader. Il motivo di tanto clamore sono le fascette che avevano ai polsi, una misura di precauzione adottata dalle forze dell’ordine che li hanno accompagnati nel tragitto da Brindisi all’Albania. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, spiega che si tratta di «una pratica normalissima, adottata dagli operatori in loro piena autonomia, che rivendico e condivido». La sinistra però non si placa. E grida allo scandalo. Eppure basta dare un’occhiata ai precedenti e alle condanne di questi clandestini, tutti in attesa di espulsione, per capire che si tratta di soggetti pericolosi. Ecco un breve elenco dei reati di cui sono accusati: tentato omicidio, violenza sessuale, lesioni aggravate, pornografia minorile, rissa, furto, rapina, atti osceni in prossimità di minori, porto d’armi, detenzione di sostanze stupefacenti, adescamento di minorenni.
Migranti, il lungo elenco dei reati commessi dai 40 clandestini in Albania. Ma la sinistra grida alle fascette ai polsi
«Una vergogna, neanche gli animali», copyright Cecilia Strada. «È il primo campo di concentramento europeo contemporaneo&raqu...
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