Mentre Sanchez vola in Cina, Trump è «ottimista» sulla possibilità di un accordo commerciale con Pechino. Lo ha assicurato ieri la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Ma, intanto, anche se il viaggio del premier spagnolo era programmato da tempo, il fatto che avvenga nel pieno del complicato braccio di ferro sui dazi (che tra Cina e Stati Uniti sembra un incontro da «Fight Club») appare come una pesantissima coincidenza temporale. Però il dato della trasferta di Pedro Sanchez, a Pechino interroga sull’ennesima prova di doppio registro della sinistra italiana. Che ha preventivamente passato al microscopio l’imminente missione di Giorgia Meloni a Washington (che ha pienamente l’avvallo europeo), sollevando ingiustificati allarmi sul rischio disgregazione del fronte comunitario, mentre non s’ode alcun punto interrogativo sul viaggio del Capo del governo spagnolo al cospetto di Xi Jinping.