BARI - «Con quel film andai in depressione». La Passione di Sergio Rubini. Al Bif&st di Bari riceve il premio alla carriera e tiene un monologo sul mestiere dell’attore, centrandolo sull’avventura tragicomica vissuta nel 2004 sul set del sanguinolento e violento film di Mel Gibson, tratto da una mistica medievale, sugli ultimi 12 minuti della vita di Cristo. Nelle stesse ore, l’attore americano annuncia il sequel del film La Passione di Cristo, girato a Cinecittà, in Puglia e di nuovo a Matera e intitolato The Resurrection of the Christ. Non cambia il protagonista, sarà ancora Jim Caviezel (all’epoca veniva da La sottile linea rossa di Malick) e per ringiovanirlo si ricorrerà agli effetti speciali al computer. Maria sarà la romena Maia Morgenstern e l’apostolo Pietro il tarantino Francesco De Vito. Non si recita più in aramaico, che è una lingua morta, ma in inglese. Racconterò le 24 ore della Passione e i tre giorni successivi alla crocifissione, fino alla resurrezione di Cristo», ha detto Mel Gibson.