"Il diritto alle verità che passeggiano per le vie della nostre città". È con un pesante atto di accusa all'indifferenza, ma anche a chi non riesce ad assicurare giustizia all'80 per cento dei familiari delle vittime di mafia che don Luigi Ciotti ha concluso la partecipatissima manifestazione in memoria di tutte le vittime delle mafie oggi a Trapani.

"La retorica della memoria”

"Liberare il passato dal velo delle libertà ma anche dalla retorica della memoria di chi celebra in morte chi ha dimenticato di difendere in vita", ha detto Don Ciotti. Che poi qui a Trapani, nella terra liberata dall'ultimo boss Matteo Messina Denaro, ha fatto esplicito riferimento alle complicità che hanno consentito la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro.

“Le latitanze politico-sociali”

"La verità non va in prescrizione", ha continuato don Ciotti, “le mafie godono anche del sostegno passivo. Se non ci mettiamo la faccia, se non ci schieriamo”, ha detto il fondatore di Libera, “diventiamo complici delle mafie. La latitanza di Messina Denaro denuncia altre latitanza, che ci sono state in più di 30 anni. Sono le latitanza politico-sociali che rendono possibile le altre latitanze".