Emanuele Campoli ha vent'anni e vive in provincia di Latina.
Quello che più lo fa arrabbiare è che a scuola non ha un insegnante che lo segua con continuità.
Roberta Zurlo ha 26 anni e vive in provincia di Campobasso. Quello che la fa arrabbiare è non riuscire a spostarsi autonomamente con i trasporti pubblici. Gianni Boccongelli vive a Brindisi e inizia ad avere qualche capello grigio e non vuol dire la sua età.
Chiede che per avere una visita medica si debba aspettare meno tempo. Sergio vive a Napoli e ha 38 anni. È bravo a ballare, ma non ha ancora un lavoro. Ed è questo che chiede allo Stato: "Lavoro per tutti".
Sono alcuni dei protagonisti della campagna di comunicazione che Aipd lancia in occasione della Giornata Mondiale delle persone con sindrome di Down: una campagna che parte diversi giorni prima della ricorrenza, per dare la parola al maggior numero di persone, giovani e meno giovani, uomini e donne, da nord a sud Italia, passando per il centro. Sono loro, le persone con sindrome di Down che frequentano le diverse sezioni dell'associazione, che prendono la parola, per declinare e tradurre in richieste concrete lo slogan della Giornata Mondiale 2025: "Improve our support systems". A partire dall'11 marzo, ogni giorno i social dell'associazione saranno letteralmente invasi da una "pioggia" di testimonianze: brevi video in cui vengono indicati i problemi e i supporti necessari per risolverli.
