I piani di riarmo dei paesi europei, e gli ingenti costi che comportano, spingono al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato di tutta la zona euro, a cominciare da quelli tedesche. Più spese per le armi significa anche bilanci pubblici maggiormente sotto pressione e dunque un peso maggiore per onorare i debiti e ripagare i bond. Quindi gli investitori chiedono interessi leggermente più alti per sottoscrivere le obbligazioni sovrane. Inoltre le spese verranno finanziate anche emettendo titoli di Stato, aumentandone l’offerta sul mercato.

Martedì sera Berlino ha deciso che tutte le spese per la difesa superiori all’1% del Pil saranno esentate dai limiti al debito, senza un tetto massimo. È stata inoltre concordata la creazione di un fondo, fuori bilancio, da 50 miliardi di euro all’anno per dieci anni, l’1,25% del Pil tedesco. I rendimenti dei titoli decennali tedeschi schizzano stamane di 20 punti base, attestandosi al 2,7%.

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Gli equivalente Btp italiani vedono il loro rendimento crescere di 14 punti a 3,76%, con uno spread che quindi si riduce a 106 punti. I decennali francesi pagano il 3,36% (+ 13 punti), gli spagnoli il 3,26% (+ 14) e i decennali greci il 3,45% (+ 14). Se i rendimenti dovessero restare a lungo su valori più elevati, aumenterebbe la spesa per interessi degli stati europei con conseguente riduzione di risorse per altre voci di spesa. Altra musica sulle borse, in recupero dopo i cali di ieri innescati dalle, ennesime, minacce di dazi Usa. Riprendono la corsa i titoli della difesa, Leonardo sale del 3,5%, Thales del 5,3%, Rheinmetall del 3,6%.