La strada è una.
Obbligata e in salita. È quella del sostegno all'Ucraina nonostante tutto. L'Europa tenta di mettere a punto la controffensiva al ciclone Donald Trump e in tre mosse ha architettato una risposta agli Usa con l'obiettivo di far tornare la Casa Bianca nel binario della diplomazia transatlantica. Emmanuel Macron e Keir Starmer saranno a Washington rispettivamente lunedì e giovedì. E porteranno a Trump la bozza del piano che prevede 30.000 peacekeeper europei dispiegati in Ucraina a garanzia della sicurezza. E' un piano ambizioso ma non impossibile che ha, tuttavia, una conditio sine qua non: che gli Usa facciano da scudo difensivo nel caso gli eventi sul terreno tornassero a precipitare.
Il piano, sostiene il Wall Street Journal, verrà presentato informalmente anche perché potrà essere concretizzato solo se, e quando, ci sarà un accordo sul cessate il fuoco in Ucraina. Accordo sul quale, l'Europa ritiene imprescindibile una sua partecipazione, così come quella dell'Ucraina. Il piano di Macron e Starmer, se mai vedesse la luce, non coinvolgerà tutti i Paesi Ue. Tra i 27 la mossa è stata commentata con un prudente "è prematuro parlarne". L'occasione per farlo potrebbe essere il vertice straordinario sull'Ucraina e la difesa europea che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa convocherà per il 6 marzo. Le posizioni infatti non sono omogenee. L'Italia, finora, non ha mostrato entusiasmo all'ipotesi. Ma il piano franco-inglese fornisce un'ulteriore indicazione: l'Europa, dopo aver subito il colpo dell'inversione a U di Trump sul fronte ucraino, sta cercando di prendere le misure al suo dirimpettaio atlantico. E in attesa che la Germania abbia un governo, si sta affidando al solito Macron, insieme - ed è questo il dato inedito - al Regno Unito, mai così vicino all'Europa dopo la Brexit.
