C'è un istante in cui Robert Habeck ha dimostrato di avere la stoffa per sognare la cancelleria, ai primi di novembre del 2023.

"L'antisemitismo non può essere tollerato in nessuna forma. Nessuna". Parole chiarissime, scandite in un video di quasi dieci minuti in cui Habeck, vicecancelliere verde di Olaf Scholz, parla a tutti i tedeschi guardando dritto nella camera, poche settimane dopo l'attacco terrorista di Hamas a Israele.

Il momento è particolare perché nel Paese ci sono sono manifestazioni contro la reazione israeliana e potrebbe restare in silenzio perché politicamente la questione scotta. Ma lui con una chiarezza disarmante si fa carico del problema. In Germania, dice, abbiamo una storia da non dimenticare. Si rivolge direttamente alle comunità musulmane: "Avete diritto a essere protetti contro l'estremismo di destra. Ma dovete essere parte attiva nel contrastare l'antisemitismo". In quel momento viene fuori lo statista. Che è colto, ha conseguito il dottorato in letteratura e ha scritto diversi romanzi con sua moglie, con la quale ha quattro figli. In un mondo che apprezza la semplicità Habeck è, con la sua retorica e il suo fare un po' da secchione, il campione della complessità che va spezzettata, sezionata e digerita.