È stato ascoltato per diverse ore dalla Squadra mobile. Giuseppe Canfora, il fratello di Luca, il costumista trovato a morto a Capri l’uno settembre del 2023 mentre era impegnato nelle riprese del film Parthenope del regista premio Oscar Paolo Sorrentino.

Dopo diciotto mesi di indagini, la famiglia vuole capire come è morto il costumista che fu recuperato senza vita in acqua da un canoista. In particolare, il fratello Giuseppe esclude la tesi del suicidio che sembra convincere gli inquirenti.

Nel corso del confronto negli uffici della questura sono stati affrontati i dubbi sollevati da Giuseppe Canfora. A partire dalla mancanza di fratture e altri segni visibili sul corpo di Luca che, in base alla ricostruzione sulla sua morte, dovrebbe essere caduto dalla zona dei Giardini di Augusto. Cioè da un’altezza tale da rendere inevitabile l’impatto del corpo con massi e scogliere. «Ho visto a bara aperta mio fratello - ha raccontato Giuseppe in una intervistaa Repubblica - si sarebbero viste queste fratture...».

La famiglia si è avvalsa in questi mesi anche della consulenza di un esperto come l’ex comandante del Ris dei carabinieri, Luciano Garofano. Fino a questo momento l’indagine del pm Silvio Pavia ha battuto la pista di una caduta: accidentale o voluta nel senso di un gesto autolesionistico. Con un elemento che ha fatto pensare a un tragico caso di emulazione: la scena del film girata a Capri del film di Sorrentino che mostra proprio il suicidio di Raimondo, il fratello della protagonista Parthenope, con un lancio dai Giardini di Augusto. Ora di fronte all’invito dei familiari a continuare le indagini, è molto probabile che, nei prossimi giorni, dalla Procura venga disposta una nuova autopsia, per effettuare ulteriori accertamenti sulle cause della morte del costumista. Si va quindi verso la riesumazione del cadavere.