Nell’ottobre del 2023, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è riuscito a invitare il leader Volodymyr Zelensky alla riunione della Lega araba di Gedda: lo stesso consesso che accoglieva l’allora presidente siriano Bashar al-Assad, in un incontro indiretto fra l’avversario più accanito della Russia di Vladimir Putin e il suo principale alleato in Medio Oriente.

La combinazione dei due era già apparsa coma una prova dell’appeal negoziale di bin Salman. Poco più di un anno dopo, l’asticella si è alzata ancora. «Mbs» ha ospitato nella capitale saudita Riad i colloqui fra i team diplomatici di Usa e Russia sulla pace in Ucraina, ritenuti un preludio a un faccia a faccia fra il leader americano Donald Trump e Putin.

Il 20 febbraio sarà la volta di un vertice di Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania e Qatar per discutere la proposta “araba” su Gaza in vista del summit del 27 febbraio al Cairo.

Il processo di crescita diplomatica di Mbs

Il doppio tavolo del principe ereditario non nasce con il raccordo delle diplomazie americane e russe, ma fa da «culmine di un percorso avviato da anni. E non è detto che Riad sia ‘solo’ la sede fisica degli incontri» spiega Eleonora Ardemagni del centro studi Ispi.