L’America agli americani, l’Europa agli europei: non è divorzio ma una prova di separazione in casa dall’esito aperto. Saranno infatti le decisioni Ue a scolpire i tratti della futura convivenza euroatlantica. Così ha deciso Trump.
Il giorno dopo lo shock dell’avvio del negoziato tra Stati Uniti e Russia sulla testa di Ucraina ed Europa, le più dirette interessate ma grandi escluse, a dare il segno dei tempi è quella dottrina del doppio sillogismo, con il secondo subordinato al primo. Viene in mente un vecchio proverbio africano: quello della pecora che passa la vita a temere di essere divorata dal lupo per finire nella pancia del suo pastore. Metafora di un’Unione oggi dilaniata dalla paura della Russia di Putin ma tradita, incredula, dal suo grande protettore.
Tra Stati Uniti ed Europa i rapporti non sono sempre stati idilliaci. Mai prima d’ora però aveva subito un’umiliazione così plateale, emarginata da una trattativa che riguarda direttamente la sua sicurezza legata a doppio filo a quella dell’Ucraina e del suo rapporto con la Russia, proprio mentre il legame con la Nato si fa più incerto. Mai prima d’ora, in nome di una pace che chiunque non può che auspicare, l’America aveva scelto di schierarsi con l’aggressore ai danni dell’aggredito, premiando Putin con la legittimazione dell’uso della forza per la soluzione delle controversie, calpestando leggi e principi internazionali.
