E’partita da Taranto, dalla lotta al lavoro nero nei campi per passare poi all’Ilva e alla grande emergenza ambientale rappresentata dal gigante siderurgico pugliese, poi passo dopo passo attraverso tutti i gradi tipici della gerarchia sindacale dal 2020 è approdata alla segreteria nazionale, prima segretaria organizzativa e poi dal dicembre 2023 segretario generale aggiunto. E adesso che Luigi Sbarra lascia il suo incarico per raggiunti limiti di età Daniela Fumarola conquista i gradi di segretario generale della Cisl. Dalla consultazione effettuata nelle scorse settimane tra tutte le strutture della Cisl è infatti emerso un consenso unanime sul suo nome, proposto dallo stesso Sbarra a inizio anno, ed oggi è il Consiglio generale confederale della Cisl a sancire ufficialmente il ricambio al vertice.

Iscritti in aumento

Confederazione in buona salute, tanto che il tesseramento 2024 si è chiuso con un saldo positivo di quasi 70 mila nuovi iscritti, che ha fatto lievitare i totale oltre quota 4 milioni e 163 mila; negli ultimi anni più in sintonia col governo di centro-destra che con le altre due sigle confederali, Cgil e Uil. Da ultimo, in particolare nei confronti del sindacato guidato da Maurizio Landini, pesa la profonda diversità di vedute rispetto alla legge sulla partecipazione dei lavoratori alla vita e agli utili delle imprese. Una legge in via di approvazione che per la Cisl rappresenta un risultato storico, mentre per la Cgil è una proposta che distrugge la contrattazione collettiva. Di contro alla Cisl non convince per nulla l’idea di aver promosso un referendum contro il jobs act, «una riforma necessaria in tante sue parti». Come ha spiegato Fumarola in una recente intervista ad Avvenire, confermando la linea riformatrice e dialogante del sindacato di via Po, «il problema prevalente nel mercato del lavoro è nella sua qualità, nella capacità dell’occupazione di generare valore aggiunto e quindi alti salari. La chiave di volta sta nel potenziamento delle competenze e nella capacità di allineare l’offerta alla domanda sui territori. Bisogna dar vita a una rete universale di protezione e promozione della persona che lavora o che cerca lavoro. Significa offrire ad ogni individuo, a prescindere dalla natura del rapporto di lavoro, sostegno al reddito, formazione continua, orientamento. La vera sfida sta lavorare insieme per un nuovo Statuto della persona nel mercato del lavoro».