Era arrivata a chiamare in parrocchia 50 volte al giorno nel tentativo di parlare con il prete di cui si era follemente innamorata a Padova. Non solo, lo aveva seguito in tutte le città in cui si era trasferito nel tentativo di scappare alle insistenti avance della parrocchiana. Per vendicarsi di quella passione non corrisposta, lo aveva anche diffamato sui social accusandolo di violenza sessuale attraverso una serie di profili falsi.

«La mia vita è diventata un incubo. Non vivo più, ho paura» ha raccontato, lunedì, tra le lacrime il prete di 55 anni durante la prima udienza a Genova del processo che vede una 72 enne di origini belghe accusata di atti persecutori nei confronti del religioso. L’incubo per il sacerdote sarebbe iniziato nel 2015 proprio dal Veneto, quando era parroco della Basilica del Santo, a Padova.