Intanto sul cielo plumbeo della Capitale, ancora intorpidita dalle gozzoviglie natalizi, è piombato il classico silenzio pre-derby. Gesti scaramantici fanno da contraltare alla spavalderia di qualche tifoso sparuto che, inconsapevole della tradizione, manifesta sicurezza nel successo della «sua» sponda del Tevere. Gli altri, i tifosi veri, stanno zitti come i sorci aspettando di giocarla e toccando ferro o ricorrendo alle apotropaiche grattate, a ogni accenno di pronostico favorevole. No, prima del derby «nun se parla» e anzi «se sta zitti in rigoroso silenzio» aspettando gli eventi sperando in quel grido liberatorio che possa spazzar via tutto: «gooooooo!!!». Eppoi dal giorno dopo si inizia a fare sul serio, perché calata la tensione i romani danno sempre il meglio (o forse il peggio) di loro. Della serie: io so io e voi nun siete un c...!