Gas vicino ai 50 euro al megawattora sul mercato di Amsterdam (riferimento per l’Europa) a poche ore dalla scadenza dell’accordo tra Mosca e Kiev per il transito di gas russo dall’Ucraina. Sono i valori più alti da oltre un anno. Il mancato rinnovo dell’accordo, quasi certo nell’immediato, priverebbe l’Europa del 5% delle sue forniture colpendo direttamente paesi come Slovacchia, Austria, Ungheria ed Italia. Non aiuta la previsione meteo relativa alle prossime settimane che mostra un deciso calo delle temperature nell’Europa centrale rispetto a quelle registrate nell’ultima settimana di dicembre.
Dall’invasione dell’Ucraina in poi i prezzi sono sempre rimasti sotto pressione. Al di là dei picchi stratosferici (oltre 300 euro/mwh) raggiunti nell’estate del 2022, le quotazioni sono tutt’ora doppie rispetto alla media storica pre-invasione. Un fattore che pesa sulla competitività dell’industria europea e sulle tasche delle famiglia. I flussi russi via gasdotto sono stati, in larga parte, compensati da gnl spedito via nave da Stati Uniti, Qatar e dalla stessa Russia, a costi nettamente superiori.
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