Intervista di Famiglia Cristiana, che pubblichiamo parzialmente, a cura di Chiara Pelizzoni di Famiglia Cristiana a Laura e Amerigo, genitori di Sammy Basso, per il riconoscimento al figlio tra gli “Italiani dell’Anno del 2024”.
Anche per voi è stato un dono la sua malattia?
«Gli è stata diagnosticata che aveva due anni e un mese ed è stata una mazzata. Per un po’ di tempo ci siamo chiesti cosa avessimo fatto per meritarci questo. Poi un giorno ci siamo guardati e abbiamo capito che stavamo sbagliando tutto. Sammy doveva vivere una vita più normale possibile. Aveva un cuore per gioire, un senso dell’umorismo notevole. Chiunque ha riso un sacco con lui. Sapeva prendersi gioco della sua immagine. Diceva sempre: “Alla fine siamo tutti diversi e per questo siamo tutti uguali”. Da quel momento abbiamo visto la vita in modo totalmente diverso, non dando mai niente per scontato».
Al collo portava il Tau. Che legame aveva con san Francesco?
«Guardava e viveva la vita allo stesso modo. Non uccideva nemmeno una formica. Così con l’ambiente, aveva un rispetto profondo per il creato. Da qui anche la scelta degli studi, Scienze naturali e Biologia molecolare».
