Cari amici del Fatto,
questa è la lettera numero 16 con gli auguri di un buon Natale e di un buon anno nuovo da trascorrere insieme. Dopo il 15° compleanno, ci stiamo avviando a passo di carica verso la maggiore età. E lo facciamo con la fiducia che da molti mesi ci dà il segno “più” nei dati sulla diffusione del nostro giornale per vendite di copie individuali, digitali e abbonamenti, in un panorama editoriale che definire critico è dire poco.
Quel “più” è merito vostro, perché è solo a voi lettori e abbonati che il Fatto deve la sua buona salute: mentre i grandi editori pietiscono col cappello in mano nuove provvidenze dal governo, diffondendo fake news su tagli tanto sanguinosi quanto inesistenti ai fondi pubblici all’editoria (che Palazzo Chigi ha appena aumentato del 10%), noi il sostegno lo chiediamo alla comunità di chi ci legge, che per fortuna non fa che allargarsi. E ci ripaga degli effetti collaterali della nostra libertà senza padroni: gli insulti, le calunnie, le querele e le cause civili temerarie, il sabotaggio di molti grandi investitori pubblicitari.
Anche il 2024 è stato per noi un anno ricco di scoop. Gli scandali di Sgarbi, che hanno portato alle sue dimissioni da sottosegretario (un buon auspicio per altri membri del governo), quello della casa del ministro Crosetto, le imprese di Fassino con i profumi al duty free di Fiumicino, le novità delle inchieste sulla Santanché, le gesta di Renzi&Carrai, gli sviluppi inediti dell’affaire Sangiuliano-Boccia, le faide sull’eredità Agnelli e il caso Tavares, le nostre inchieste sulla “beneficenza” pelosa di Chiara Ferragni e altri Vip e influencer fortunatamente sempre meno influenti.
