Chi pensava ingenuamente che la crisi finanziaria del 2008 con le sue nefaste conseguenze avrebbe portato i governi a tagliare le unghie alla finanza d’assalto, il tratto tipico del nuovo capitalismo, si deve ricredere. Non solo i signori della finanza hanno tratto vantaggio dal diluvio monetario che ne è seguito, con borsa ai massimi ed economia reale ai minimi, ma ora il mondo di Wall Street si è preso una carica decisamente importante.

Trump ha annunciato di aver scelto come segretario del tesoro un manager proveniente dalla palude acquitrinosa degli Hedge Funds, i fondi speculativi per eccellenza. Scott Bessent è anche uno dei tanti miliardari alla corte del principe, perché oramai è noto che negli Usa per salire in alto anche nel mondo della politica bisogna dimostrare di essere ultra-ricchi. L’uomo della finanza prende il posto di una stimata economista, già prima donna presidente della Fed, peraltro coniugata con George Akerlof, premio Nobel per l’economia nel 2001.

Siamo di fronte a un passaggio epocale, una transizione culturale dal mondo dell’economia reale di tipo keynesiano rappresentato dalla prof.ssa Yellen al mondo della finanza speculativa internazionale, il castello di Atlante della ricchezza che si forma e svanisce velocemente.