Autonomia differenziata sì, ma ispirata ai principi fondamentali della nostra forma di Stato: solidarietà, cooperazione e salvaguardia dell’unità nazionale. E «purché sia uno strumento al servizio del bene comune della società e della tutela dei diritti degli individui e delle formazioni sociali». E non di lotta politica. Quindi sì al trasferimento di funzioni alle regioni, ma «specifiche» e sulla base delle decisioni del Parlamento, ma sotto il controllo della Consulta. E non per tutte le materie.