La decisione sul destino dell’avventura coloniale in Albania non dovrebbe arrivare subito. La Cassazione terrà udienza mercoledì 4 dicembre, si prenderà comunque qualche giorno e gran parte degli addetti ai lavori prevede che sospenda il giudizio sui Paesi sicuri, cioè sulla possibilità per il governo di trattenere (ovvero rinchiudere) in Albania i richiedenti asilo solo perché provenienti Paesi ritenuti sicuri e di esaminare le loro domande con la procedura accelerata (sommaria), quindi di rimpatriarli. La sospensione durerebbe fino alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea, alla quale si sono già rivolti i Tribunali di Roma, Bologna e Firenze.
A Lussemburgo l’udienza è stata fissata per il 25 febbraio, dunque a breve, e la decisione dovrebbe arrivare ad aprile. Fino ad allora i centri costruiti dal governo Meloni al porto di Shengjin e a Gajder dovrebbero rimanere vuoti, infatti il personale italiano è stato quasi tutto rimpatriato per non far lievitare ulteriormente le spese di un’operazione già molto costosa, utile soprattutto a fini propagandistici. Rischia di concludersi con un clamoroso fallimento dopo che ci hanno portato appena venti persone e poi le hanno riportate in Italia. E infatti già si cominciano a ipotizzare impieghi alternativi delle strutture albanesi.
