di Paolo

Ci sono tre cose che nella vita ho rinunciato a capire: i capelli viola che spesso scambio per un difetto della retina, le borracce termiche in acciaio che tengono la temperatura quanto i miei piedi, e il Movimento Cinque stelle che combatte da una vita contro tutti quelli che lo vogliono morto, e decide di infilare la testa in un cappio, sotto la ghigliottina, dentro una miniera pericolante, in un’area dove conducono test nucleari, ascoltando l’inno di Forza Italia.

Ormai la situazione è incastrata neanche fosse la chiusura lampo di Ben Stiller in Tutti pazzi per Mary, e qui appunto sono tutti pazzi. Non vedo che ragioni e torti ovunque, ma di buon senso assai ben poco. Conte è stato un ottimo presidente del Consiglio, oltre che essere un grande mediatore in Europa, ha messo d’accordo intere nazioni, ma a quanto pare non riesce a mediare con una sola persona nel proprio paese. Attacca Beppe Grillo dicendo: “…Il M5s è la casa degli iscritti, non di una persona sola”, ma aveva anche detto che se “…dalla Costituente dovesse emergere una traiettoria politica opposta a quella portata avanti finora dalla mia leadership, mi farei da parte”. Sembra si sia messo in discussione, ma è molto popolare, in un momento in cui M5S non ha altri leader e gli iscritti rimasti sono tutti per lui, il che non dico che l’abbia voluto per forza, ma mi pare un po’ ipocrita dire certe cose, dopo aver legato il destino del movimento ad una persona sola.