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Il presidente russo Vladimir Putin
Prima l'uragano. Poi il terremoto. Nel giro di una settimana pare che la natura se la sia presa con Cuba, che sul fronte energetico già non se la passava benissimo. L'Avana, però, può sempre contare su un alleato di vecchia data: la Russia. Che nonostante le sanzioni occidentali e le risorse impegnate nella guerra in Ucraina è andata in soccorso dell'isola.
Le autorità cubane sono al lavoro per cercare di ripristinare la fornitura di energia elettrica e ristabilire i servizi essenziali nelle regioni di Artemisa, Mayabeque e L'Avana, le più colpite dal passaggio dell'uragano Rafael che si è abbattuto sull'isola accompagnato da forti piogge e venti sino a 185 chilometri orari.
A causa dei gravi danni riportati dalla rete elettrica (già soggetta a continui blackout negli ultimi mesi) oltre dieci milioni di persone sono rimaste al buio. Durante una riunione del consiglio di difesa nazionale convocata dopo aver visitato le aree più colpite, il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha annunciato che il governo ha disposto il rafforzamento delle squadre di emergenza per accelerare le operazioni di ripristino della corrente elettrica e dei servizi igienico-sanitari, soprattutto ad Artemisa.
