Un'altra sentenza in Toscana, a pochi mesi di distanza, pone in capo ai genitori la responsabilità di intemperanze dei figli, laddove si tratta di casi in cui hanno causato ferimenti ad altri adolescenti, e li condanna a risarcire i danni alla famiglia della persona ferita.
Dopo un caso di bullismo in un giardino di Firenze regolato in tribunale l'estate scorsa - la famiglia deve risarcire un ragazzo che ebbe fratture doppie a entrambe le braccia per uno spintone violento datogli dal figlio -, in un altro caso, accaduto in una scuola superiore di Pistoia, i genitori di una ragazza si ritrovano a dover risarcire 85.000 euro ai familiari di un'altra alunna che la figlia spinse facendola cadere per le scale e causandole una ferita alla testa, un lungo taglio, contro uno spigolo.
Secondo il tribunale, i genitori vanno condannati perché non avrebbero impartito alla figlia "un'istruzione consona al rispetto delle regole basilari della civile coesistenza", sono in buona sostanza colpevoli di non aver adeguatamente educato la figlia. Il tribunale ha anche "tenuto conto della grave e immotivata spinta" e nella sentenza stabilisce che ogni genitore "ha l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli". Nella vicenda di Pistoia la spinta fu data nei corridoi mentre la ragazza rimasta ferita andava agli armadietti, regolarmente autorizzata dalla docente in classe.





