Momenti di tensione in commissione Affari Costituzionale della Camera dove, nel pomeriggio, a sorpresa, è stato rinviato il dl flussi, approdato in Aula poche ore prima.

Il presidente, Nazario Pagano (FI), aveva chiesto il ritorno del provvedimento in commissione per dare il via libera all'emendamento su una norma transitoria che in sostanza dà 30 giorni di tempo in più alle Corti per adeguarsi alle nuove competenze sulla convalida dei trattenimenti dei migranti. E per tutta risposta le opposizioni hanno abbandonato i lavori: una protesta formale contro "l'ennesimo pasticcio della maggioranza". Una volta dato il via libera alla norma transitoria, il dl è ritornato in Aula dove il governo ha posto la fiducia.

Con l'emendamento, "presentato pure fuori il tempo massimo, vengono calpestati i diritti e le prerogative dei deputati ai quali non viene garantita la possibilità di essere presenti nella giornata odierna", puntano il dito tutti i capigruppo di minoranza. "Maggioranza e governo sono in confusione sul decreto flussi e la loro confusione si riflette nelle norme raffazzonate che approvano, salvo poi cercare di uscirne comprimendo le funzioni parlamentari", la sintesi del leader di Più Europa, Riccardo Magi.