Una storia d’amore lunga oltre 50 anni, che vedeva nel matrimonio il coronamento di quel legame iniziato nel settembre del 1969. «Questo sogno è stato infranto dalla negligenza del Comune», dichiara Francesco Porpora, uno dei legali della donna che ha chiamato in giudizio Palazzo Marino chiedendo un risarcimento di circa 230 mila euro per non aver celebrato il matrimonio d’urgenza richiesto tra lei e il suo compagno, morto pochi giorni dopo a causa del Covid. Per il suo «comportamento negligente», il Tribunale ha condannato Palazzo Marino al pagamento di 15 mila euro come danni non patrimoniali e ha fissato un’udienza il 29 gennaio 2025 per quantificare i danni patrimoniali. Potrebbe essere confermata la cifra richiesta dalla donna. «Non è tanto una questione economica — precisa il legale —. È che c’è stata una lesione al diritto della coppia di suggellare un legame durato per diversi decenni».
Matrimonio d'urgenza, nozze saltate per la Pec. La vedova: «La negligenza del Comune di Milano ha infranto il nostro sogno»
Una storia d’amore lunga oltre 50 anni. Il compagno della donna si ammala nel 2021 e il 27 febbraio dal letto dell’ospedale Fatebenefratelli scrive un messaggio al suo avvocato: «Mi chiedeva di avviare le procedure necessarie per richiedere il matrimonio d’urgenza. Ho chiamato poco dopo anche la compagna per comprendere se la volontà fosse la stessa»
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